16/10/2025

Pubblicati i primi risultati della ricerca scientifica finanziata nel 2025 da Agatha in Cammino

Intelligenza Artificiale per identificare nuove strategie antitumorali nel cancro al seno

Hope is Pink - la speranza è rosa - è la campagna che abbiamo lanciato quasi un anno fa per sostenere la borsa di ricerca annuale della Dott.ssa Sara Baroni

Siamo felici di comunicarvi un importante avanzamento nei risultati scientifici del progetto di ricerca portato avanti dalla Dott.ssa Baroni, reso possibile grazie alla borsa di studio concessa dalla Fondazione Umberto Veronesi e interamente sostenuta da Agatha in Cammino. La Dott.ssa Baroni è laureata in Biologia Molecolare della Cellula all’Università degli Studi di Milano e con dottorato di ricerca presso l’Istituto Mario Negri di Milano.

 

L’obiettivo della borsa di ricerca è individuare, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, nuove piccole proteine capaci di bloccare i processi che consentono alle cellule tumorali del seno di crescere e sopravvivere. Attraverso questo approccio innovativo, la Dott.ssa Baroni mira a comprendere in modo più approfondito i meccanismi biologici alla base del tumore e a porre le basi per lo sviluppo di terapie più mirate ed efficaci contro il carcinoma mammario.

 

Qui di seguito vi illustriamo gli ultimi risultati di questa fondamentale ricerca.

Contesto

Per sopravvivere in condizioni sfavorevoli, come la mancanza di ossigeno e l’attivazione di oncogeni, le cellule tumorali sfruttano alcune componenti che aiutano la formazione delle nuove proteine. Tra queste, Endoplasmic Oxidoreductin 1 (ERO1α) e Protein Disulfide Isomerase (PDI), che lavorano insieme per formare i legami di solfuro nelle proteine nascenti,
risultano molto presenti in diversi tipi di cancro. Pertanto, colpire il legame tra ERO1α e PDI rappresenta una promettente strategia terapeutica, potenzialmente in grado di bloccare contemporaneamente due regolatori critici della progressione tumorale.

 
Risultati
 
i. Progettazione e selezione delle miniproteine
Sebbene ad oggi non sia disponibile alcuna struttura cristallografica del complesso
ERO1α/PDI, studi biochimici riportati in letteratura e le nostre predizioni computazionali identificano un legame tra una porzione flessibile (parte elastica della proteina, che può modificare la propria conformazione) di ERO1α e una cavità di PDI.
Abbiamo quindi concentrato la nostra attenzione su questa tasca e creato nuove piccole proteine (minibinders) contro questo bersaglio. Sono così state generate 100 miniproteine e selezionate le 8 più promettenti.
 
ii. Produzione e caratterizzazione biochimica delle miniproteine
Il DNA contenente le informazioni necessarie per produrre le miniproteine selezionate è stato acquistato commercialmente.
I minibinders sono stati prodotti nei batteri e la loro qualità è stata verificata attraverso
esperimenti di biochimica. Tre degli otto minibinders selezionati inizialmente — il numero 6, 7 e 10 — sono stati correttamente ottenuti, dimostrando la struttura predetta e stabilità in soluzione.
 
Scopo del secondo semestre: è identificare quali miniproteine, tra quelle prodotte, risultano efficaci nel bloccare il legame tra ERO1α e PDI, e quindi la progressione tumorale.
 

 

Grazie al vostro supporto, possiamo continuare a fare passi avanti verso nuove scoperte che speriamo porteranno a trattamenti più efficaci per chi lotta contro questa forma di tumore.

Ogni contributo alla ricerca è un investimento per una medicina sempre più personalizzata e mirata. Insieme, stiamo aprendo la strada a nuove speranze.

Il tuo aiuto è importantissimo, con poco possiamo fare davvero tanto.
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