Hope is Pink - la speranza è rosa - è la campagna che abbiamo lanciato quasi un anno fa per sostenere la borsa di ricerca annuale della Dott.ssa Martina Crippa.
Siamo entusiasti di condividere con voi un aggiornamento importante sui progressi scientifici della ricerca che sta sviluppando la Dott.ssa Crippa, resi possibili grazie alla borsa di ricerca assegnata da Fondazione Umberto Veronesi e totalmente finanziata da Agatha in Cammino.
Il progetto si occupa di investigare nuovi bersagli terapeutici che permettano di contrastare la formazione di metastasi di tumore alla mammella triplo negativo (TNBC) attraverso lo studio delle interazioni tra le componenti cellulari che caratterizzano il microambiente del tumore alla mammella.
Qui di seguito vi illustriamo gli ultimi risultati di questa fondamentale ricerca.
“Il nostro lavoro si focalizza sul comprendere l’effetto dell’attivazione nelle cellule tumorali di un meccanismo fisiologico di risposta a condizioni di stress ambientale (Integrated Stress Response- ISR), che notoriamente esse sfruttano per sopravvivere, proliferare e metastatizzare.
ISR condiziona l’interazione delle cellule tumorali con il sistema immunitario, in particolare abbiamo già riscontrato come i macrofagi M1 pro-infiammatori, considerati ad azione antitumorale, rappresentino una fonte di stress per le cellule tumorali, provocando l’attivazione di ISR (Fig1) e una conseguente acquisizione di maggiori capacità invasive (Fig2).
Abbiamo testato questo fenomeno in un saggio di invasione cellulare di una matrice 3D all’interno di dispositivi microfluidici commerciali. Inibendo l’attivazione di ISR nelle cellule sottoposte allo stress M1-indotto abbiamo osservato una riduzione della migrazione delle cellule tumorali confermando l’effetto paradosso dovuto all’attivazione di ISR per il quale i macrofagi antitumorali risultano pro-metastatici (Fig3).
Nel proseguo del progetto ci stiamo focalizzando su un altro elemento fondamentale del microambiente tumorale, anch’esso bersaglio dell’attivazione di ISR: l’endotelio della micro-vascolarizzazione.
In collaborazione con il laboratorio del Dr. Moretti dell’Istituto Galeazzi, abbiamo sviluppato un dispositivo microfluidico che consente di valutare in ambiente simil-patologico l’interazione tra cellule tumorali, macrofagi e cellule endoteliali.
Nello specifico, abbiamo validato due applicazioni che ci permettano di valutare l’effetto di cellule tumorali stressate, anche in co-cultura con macrofagi, su un network microvascolare preformato e su un canale endotelializzato per lo studio dell’adesione di tumorali e macrofagi circolanti.
Per la prima configurazione abbiamo testato lo sviluppo del network in gel di fibrina a 10 mg/ml confrontando diversi rapporti tra cellule endoteliali e fibroblasti trovando come migliore, in termini di stabilità e interconnessione del network, il rapporto 1:0,4 (Fig4).
Abbiamo successivamente valutato come miglior diametro del foro di ingresso per la semina del monostrato endoteliale 1 mm (Fig5), che permette di avere maggior pressione e di conseguenza una distribuzione più uniforme delle cellule endoteliali seminate in uno dei canali laterali e affiancate al canale centrale del gel.
Stiamo al momento validando questo setup anche in condizioni dinamiche (Fig6), testando sforzi di taglio simil-fisiologici tra 0,5 e 2 Pa, per meglio mimare la fisiologia dei microvasi e ricreare le condizioni di flusso di cellule immunitarie al loro interno.”
Grazie al vostro supporto, possiamo continuare a fare passi avanti verso nuove scoperte che speriamo porteranno a trattamenti più efficaci per chi lotta contro questa forma di tumore.
Ogni contributo alla ricerca è un investimento per una medicina sempre più personalizzata e mirata. Insieme, stiamo aprendo la strada a nuove speranze.
Il tuo aiuto è importantissimo, con poco possiamo fare davvero tanto.
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